sabato 18 giugno 2011

Percorsi Di Vino: Vini (poco) naturali....

Percorsi Di Vino: Vini (poco) naturali....: "Ieri, andando sul sito di VinNatur , ho letto tra le news che l'associazione ha deciso di analizzare, con metodo a campione, i prodotti de..."

martedì 14 giugno 2011

mercoledì 1 giugno 2011

Bisogna cercare l'acqua pulita, Josko Gravner di Simonetta Venditti

Bisogna cercare l'acqua pulita, Josko Gravner di Simonetta Venditti

pubblicata da Josko Gravner il giorno giovedì 2 giugno 2011 alle ore 0.20
E l’acqua pulita la trovi solo alla fonte. La fonte delle cose, la fonte della vita, la fonte di una passione. Passione immensa quella di Josko. Un nome che non avrebbe bisogno di un cognome, tanta è la grandezza di quest’uomo! 
Amato. Odiato. Chissà. Di certo è un uomo che fa paura. Fa paura per la sua gigantesca consapevolezza e lucidità. Sì perché lui il vino non lo fa, lui lo vive, lo cresce, lo cura, lo accompagna nei giorni e nelle stagioni, lo accompagna mano nella mano fino al nobile ingresso nelle sue anfore e infine nel tanto caro e discusso legno, legno nel quale giacerà, crescerà, maturerà, vivrà semplicemente. Ma non stiamo parlando di un vino rosso: stiamo parlando di Ribolla gialla. E non di una ribolla nata e cresciuta su un terroir qualunque, stiamo parlando di una ribolla nata e cresciuta su quella inospitale striscia di terra che va dal Collio Goriziano al Collio Sloveno. Questa uva, e questo vino, è senza frontiere: porta in se la grandezza di chi ha dovuto sviluppare un carattere non indifferente, lottando contro i pregiudizi e le incomprensioni dei più, ha dovuto lottare contro un clima non proprio facile, contro un terreno a base argillosa, un terreno da rosso. 

Josko Gravner ha compiuto un miracolo: ha portato avanti le vigne che un tempo furono del padre, attraverso una storia lunga 45 anni. Ha viaggiato scoprendo che il legno che a 30 anni aveva scelto per i suoi vini, era lo stesso che usavano, e usano tuttora, in Francia e in California, ha scoperto che la “vaniglia” che tutti amano e cercano nei vini non è sempre e solo il frutto di una sorta di contaminazione da legno, ma purtroppo della violenza chimica delle irrigazioni dettate dall’uomo e dalla sua gola, ha provato ribrezzo, Josko, e compassione, moltissima, per quelle viti deturpate dalla politica della QUANTITA’!

Era il 1997 quando, con quel timore che accompagna i grandi cambiamenti, portò a casa la sua prima anfora. E fu allora che capì qual era il senso della sua vita: ridare dignità al sangue della nostra terra madre. 

LA VERITA’ E’ NEL PERCORSO, dice ad un certo punto il nostro Daniele Cernilli, il moderatore della serata dedicata ai vini bianchi dell’Uomo più grande che io abbia mai conosciuto.
Quattro annate: 2002 – 2003 – 2004 – 2005.
Due nomi: Anfora Breg.
Un protagonista: JOSKO GRAVNER.

Iniziamo con la Ribolla Anfora: ribolla gialla in purezza, colore giallo dorato antico, tendente all’aranciato, consistente. Profumi terziari, morbidi, avvolgenti, dolci e minerali insieme, senti l’argilla del terreno e senti il sale del sudore, senti l’amore delle bucce, i tannini, gli incredibili tannini di Josko, che ti accarezzano la lingua, le gengive, l’ugola, l’esofago e persino lo stomaco! Sarà suggestione, ma una lacrima ha accompagnato ogni mio sorso. E le parole non saranno mai abbastanza “azzeccate” per descrivere l’anima e il corpo, e che corpo, che questa ribolla ha! Il carattere, l’empatia, la profondità, la musica, tutto si intreccia in una sorta di voluttuosa matassa di ricordi che si ha l’impressione di masticare attraverso questo magico liquido dorato!

Il Breg Gravner Anfora: blend di Pinot Grigio-Chardonnay-Sauvignon-Riesling Italico. 
Giallo oro antico tendente all’ambrato, consistente. Incenso, caramello e spezie dolci inondano il naso e l’ipofisi e si raccontano dalla punta delle labbra al cuore dello stomaco. Questo vino ha sempre fatto 3 anni di botte grande, ma Josko lo sappiamo non si accontenta facilmente, nemmeno della perfezione, e cresce in maniera esponenziale: la sua meta è giungere a 7 anni di botte! Sette: il suo numero megico. Questo 2005 segna l'inizio del traguardo, e lo fa esprimendosi senza confronto alcuno! 

La serata termina con un lungo applauso a LUI, l’uomo delle magie, e al figlio, Miha, morto un paio di anni fa in seguito ad un incidente in moto. L’empatia della sala, gremita di appassionati entusiasti, si affetta con lo sguardo. 
UN PENSIERO E’ COME UN’ANIMA CHE VOLA. Quella di Josko, e dei suoi vini, vola alto e la sua stessa umiltà lo rende indelebile nell’anima di ognuno di noi fortunati spettatori.
Grazie Josko. 

Simona Venditti
blog vinix


Rosso Gravner 2002 fonte e-Vini.it

"Scrivere di Josko è difficile, anche perché per esprimere le emozioni dei suoi vini bisognerebbe fare un altro mestiere: il poeta, il musicista o il pittore. Ci limiteremo a qualche considerazione. Josko è un leader, consapevole e tenace sostenitore delle proprie scelte, ma aperto al confronto. Come tutti i leader sta dicendo qualcosa di diverso, se non proprio di nuovo, nel panorama enologico e, conseguentemente, incontra sostenitori e detrattori. Le sue novità non sono frutto di improvvisazione, ma piuttosto il cosciente risultato di considerazioni sul devastante impatto che l’uomo ha sull’ambiente naturale. Essere convinti della propria scelta vuoi dire anche essere convinti che tale via è sostenibile in tutti i suoi aspetti (la mela con il baco potrà essere biologica, ma commercialmente non va lontano) e che, conseguentemente, vanno rispettati certi canoni di equilibrio, pulizia, eleganza, spesso trascurati da chi si dichiara suo seguace. Il risultato è intellettualmente coinvolgente e sensorialmente intrigante, soprattutto per i vini bianchi o... pseudobianchi: provate a degustarli scoprendovi all’occasione poeti, musicisti o, chissà, pittori."
Fonte presa: "Gambero Rosso. Slow Food Editore. Vini d’Italia 2008"

Josko Gravner come tutti i leader sta dicendo qualcosa di diverso, se non proprio di nuovo, nel panorama enologico e, conseguentemente, incontra sostenitori e detrattori. Le sue novità non sono frutto di improvvisazione, ma piuttosto il cosciente risultato di considerazioni sul devastante impatto che l’uomo ha sull’ambiente naturale.

Fermentazione in botti di rovere da 20 hl per 52 mesi, in bottiglia per 3 mesi ed imbottigliato senza chiarifica e senza filtrazione
Zona di produzione:
Oslavia (GO)
Terreno di Calcareo Marnoso

Sistema di allevamento: 
Guyot, numero di ceppi 4.000-9.000

Resa x ettaro: 
21 q.li d’uva

Rosso granato di bella tonalità e buona concentrazione. All'olfatto si propone con profumi ancora fruttati di ciliegia e prugna, arricchiti da spezie dolci, tabacco chiaro di sottobosco, cacao e caffè. In bocca è aristocratico, corposo e morbido, con tannini spessi ma dolci e smussati. Il finale è armonico e persistente.